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Ministranti

…GRAZIE…
– Grazie, Gesù, per avermi chiamato a fare il chierichetto.
– Grazie, per avermi fatto capire che è bello servirti.
– Grazie, per i tanti amici chierichetti che mi hai messo vicino.
– Grazie, che sorridi quando mi distraggo.
– Grazie, che mi perdoni quando sbaglio.
– Grazie, che nella messa mi stai accanto e vedi quello che faccio.
– Grazie, per le tante cose che ho imparato.
– Grazie, per aver voluto restare sempre con noi.

NUOVI MINISTRANTI

Domenica 29 gennaio 2017 alla messa delle 10.00 nel salone dell’oratorio hanno fatto la primaministranti-jpg loro comparsa (o, meglio dire, il loro primo servizio) un gruppetto di nuovi ministranti. Provengono quasi tutti dalla V elementare e, carichi di entusiasmo e agitazione, hanno servito all’altare in modo impeccabile. Nei mesi passati si sono ritrovati per imparare le parti di una chiesa, i momenti della messa e ad eseguire i vari incarichi in una celebrazione eucaristica. Quelli della foto non sono tutti quelli nuovi (ne mancano ancora alcuni), eppure e` stato un bel segno vedere bambini che vogliono stare vicini a Gesu` attraverso questo incarico. Questo gruppetto simpatico va ad arricchire i ministranti piu` grandicelli; si tratta di un aumento, non certo di una sostituzione: svolgere l’incarico di ministrante non ha eta`! Eppure ancora oggi si guarda in modo storto quei bambini o ragazzi che servono messa; non parlo degli adulti o degli anziani, ma dei coetanei dei nostri ministranti: tra ragazzi  non e` facile dire “faccio il chierichetto”, senza venir preso in giro. Lo dico a quelli nuovi e a quelli piu` “esperti”: abbiate coraggio: stare vicini a Gesu` non e` una vergogna. “Servite il Signore nella gioia” ci dice un salmo; questo e` l’augurio per ciascuno di voi. Poi, chissa`, potremo anche aiutare nel servizio anche ad altre celebrazioni domenicali, come anche al sabato sera… Per tutti i ministranti infine li attende una piccola sorpresa: domenica 12 febbraio dalle 14.30 in seminario a Lodi ci sara` il Convegno diocesano dei ministranti; sara` l’occasione di incontrare gli altri ministranti della diocesi attraverso il gioco e la preghiera insieme; a questo appuntamento partecipera` anche il nostro vescovo Maurizio. La partenza quel giorno sara` alle ore 14.00 dall’oratorio di Zelo. Grazie per aver accettato questo servizio; grazie per portarlo avanti; grazie perchè aiutate anche i piu` grandi a pregare; grazie anche ai vostri genitori che tengono i modo ottimale le vostre vestine.

CHI VUOLE ESSERE CHIERICHETTO?

chierichetti

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Diventa anche tu un chierichetto, vieni con noi ti divertirai, ti sentirai importante.

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Calici, cantari, turiboli, incenso e campane non saranno più un miraggio!!!

Diventa un perfetto cerimoniere !!!

 

 

Chirichetto o Ministrante

IN BREVE CHI E’ IL MINISTRANTE?

 Il ministrante è quel ragazzo o ragazza che serve all’altare durante le celebrazioni liturgiche. Il ministrante è anche chiamato “chierichetto”. Il termine ministrante ha sostituito col tempo il termine “chierichetto” poichè riesce a far capire meglio il suo significato (cf. Costituzione sulla Sacra Liturgia Sacrosanctum Concilium, 29). Esso, infatti, deriva dal latino “ministrans”, cioè colui che serve, secondo l’esempio di Gesù che non ha esitato Egli stesso a servire per primo e che invita a fare anche noi la medesima cosa amando i nostri fratelli.

NON SOLO SERVIZIO ALL’ALTARE

Ma essere ministrante non si riduce soltanto al servizio all’altare, che presta con diligenza, generosità, impegno, precisione, puntualità. Perchè:

Il ministrante è un ragazzo/a che attraverso il Battesimo è diventato amico di Gesù che ci ha mostrato che Dio è Amore.
Il ministrante è un ragazzo che nella vita di ogni giorno e con tutti cerca di vivere quello stile di amore che Gesù ci ha insegnato.

CHI PUO’ ESSERE MINISTRANTE?
Il ministrante svolge un vero e proprio ministero liturgico (=un servizio d’amore!) così come i lettori, gli accoliti, i cantori… ma è un compito tutto speciale e originale perchè ciascuno nella Chiesa e nella vita è chiamato a qualcosa di bello. E’ ministrante, allora, ogni ragazzo o ragazza, adolescente o giovane che abbia compreso che la Chiesa è espressione di quella sinfonia d’amore che è Dio stesso. Un ragazzo o una ragazza che sanno che Gesù è quell’amico che sa dare un colore speciale alla vita di ogni giorno vissuta nell’amore.

 http://www.ministrantiok.com/
chierichetti2L’ANGOLETTO… DEL KIRIKETTO!
“Signore Gesù, l’amore che vogliamo a Te non sia fatto solo di belle parole, ma di fatti concreti, di scelte coraggiose vissute giorno per giorno in attenzione ai tuoi esempi e alla tua parola…” Inizia così la preghiera del ministrante e in essa è racchiusa la speranza di ogni chierichetto che pronuncia il proprio “Eccomi” ogni volta che presta il suo servizio all’altare nell’Eucaristia. La fede diventa un dono ancora più grande quando si colora di piccole scelte coraggiose, anche apparentemente poco impegnative, come il servizio di un chierichetto. In realtà è anche questa una responsabilità da mantenere con costanza nella vita di ogni giorno, proprio come fanno i grandi. Sono tanti, infatti, gli “Eccomi” che ciascun adulto è chiamato ad esprimere ogni giorno in silenzio nella propria vita: in famiglia, nel lavoro, nel volontariato… Ma cosa spinge un ragazzino ad accettare la proposta di diventare kiri? Lo abbiamo chiesto a cinque nuovi amici, durante l’ultimo incontro di preparazione, prima della cerimonia di vestizione. Essi hanno ragionato con i loro tutors, cioè altri kiri “più esperti” che hanno deciso di accompagnarli in questa fase iniziale del loro servizio. Le risposte che ci hanno dato, dimostrano ancora una volta quanto semplice e chiara possa essere la visione di un giovane: “Mi piacerebbe fare il kiri perché così sto più vicino a Gesù e con lui mi sento a mio agio, come con un amico e quindi mi piace servirlo, così, per ringraziarlo…” “Posso aiutare la mia parrocchia e costruire nuove amicizie con altri ragazzi…” “Servendo alla sua mensa, posso conoscere meglio la storia di Gesù e mi piace il pensiero di stare accanto a lui sull’altare…” “Con questo servizio voglio capire meglio perché Gesù ci ha donato la sua vita e perché ci ama così tanto…” “A messa spero di capire meglio i suoi consigli, i suoi insegnamenti, ma soprattutto vorrei avere anch’io un cuore grande come Gesù che sa amare e non si arrabbia mai…” “Mi sono trasferito a Monteforte da poco e facevo già il chierichetto dov’ero prima, sono rimasto fedele e ho continuato a fare questo servizio anche qui…” Con questi propositi, “Eccoci Gesù”, pronti ancora a fare il nostro piccolo dovere, che diventa un piacere perché standoti vicino, ci si diverte pure. Certo, qualche sbaglio lo facciamo, capita anche che inciampiamo sulla nostra vestina, ma non siamo ancora caduti nell’errore più grande, cioè quello di non rischiare mai nella vita e di rinunciare a qualsiasi impegno, solo per la paura che sia troppo difficile per noi. Sì, siamo già un bel gruppetto, ma aspettiamo altri ragazzi in gamba, disposti semplicemente ad imparare come abbiamo fatto noi, per condividere insieme l’orgoglio di essere“piccoli, ma coraggiosi servitori di Gesù”.

Arrivando in Chiesa SALUTA il Signore: e’ una semplice questione di educazione.

E’ normale che per servire all’Altare tu indossi la tua tunica.
Bisogna aggiungere… che tu sia pulito? Mani… scarpe… anima (talvolta e’ necessario).

Servire il Signore deve essere per te una festa!

PROCESSIONE DI INGRESSO E RITI D’INTRODUZIONE

Prima di lasciare la sacrestia il Ministrante saluta la Croce insieme al sacerdote e s’incammina insieme a lui. Si dirige verso l’altare camminando lentamente (non troppo !), a mani giunte.
< Quando arrivi all’altare saluti Gesu’, presente nel Tabernacolo, facendo la genuflessione. Mentre il celebrante bacia l’altare tu dovrai essere gia’ al tuo posto, in piedi.

PROCLAMAZIONE DEL VANGELO

Per la proclamazione del Vangelo i due ministranti alla destra e alla sinistra del celebrante, accompagneranno questi (il celebrante n.d.r.) sino all’ambone e li’ vi rimarranno fino alla fine della proclamazione del Vangelo.

OFFERTORIO E… LE “AMPOLLINE”

Il ministrante alla destra del celebrante, scendera’ al momento dell’offertorio insieme al celebrante stesso e lo aiutera’ nel ricevere i doni, poi tornera’ all’altare.
Qui porgera’ il calice al sacerdote, poi porgera’ anche l’ampollina del vino e successivamente quella dell’acqua. Sempre con l’ampollina dell’acqua procedera’ al lavabo: versera’ sulle dita del sacerdote un po’ d’acqua, e in seguito a cio’ gli porgera’ il purifichino.

RITI DI COMUNIONE

Quando il sacerdote ha terminato il prefazio ed ha iniziato la Preghiera Eucaristica, il Ministrante all’invocazione dello Spirito Santo si inginocchia, e non prima !
Quando arriva il momento dello scambio della pace, il ministrante scambia un gesto di pace solo ed esclusivamente con il compagno e di destra, di certo non si fanno passeggiate sul presbiterio.
Durante la distribuzione dell’Eucarestia ai fedeli, il ministrante si siede per poi rialzarsi quando si apre il Tabernacolo per riporvi il Corpo di Gesu’.

PURIFICAZIONE DEL CALICE

Quando il celebrante sara’ tornato dalla distribuzione dell’Eucarestia, il ministrante gli porgera’ l’ampollina dell’acqua per la purificazione del calice.

RITI DI CONCLUSIONE E BENEDIZIONE

Dopo la benedizione, fa una genuflessione verso il tabernacolo ed in ordine ci si dirige verso la sacrestia.
Dopo la Messa, si ripone la tunica nell’armadio, si saluta il sacerdote e Gesu’, e si torna a casa.

IL PAPA AI MINISTRANTI:

«Il vostro impegno all’altare non è solo un dovere, ma un grande onore, un autentico servizio santo. Voi ministranti siete chiamati in particolare a essere giovani amici di Gesù. Impegnatevi ad approfondire e a coltivare questa amicizia con Lui. Scoprirete di aver trovato in Gesù un vero amico per la vita! Spesso il ministrante tiene in mano una candela. Come non pensare a ciò che disse Gesù nel Discorso della Montagna: «Voi siete la luce del  mondo» (Mt 5,14). Il vostra servizio non può limitarsi all’interno di una chiesa. Esso deve irradiarsi nella vita di ogni giorno: nella scuola, nella famiglia e nei diversi ambiti della società. Poiché chi vuole servire Gesù Cristo all’interno di una chiesa deve essere suo testimone dappertutto. Cari giovani! I vostri coetanei aspettano la vera «luce dei mondo» (Gv 1,9). Non tenete il vostro candeliere soltanto all’interno della chiesa, ma portate la fiaccola del Vangelo a tutti coloro che sono nelle tenebre e vivono un momento difficile della loro esistenza.

Ho parlato dell’amicizia con Gesù. Come sarei contento se da questa amicizia scaturisse qualcosa di più! Come sarebbe bello se qualcuno di voi potesse scoprire la vocazione al sacerdozio! Gesù Cristo ha un urgente bisogno di giovani che si mettano a sua disposizione con generosità e senza riserve. Anche per coloro che vorranno unirsi in matrimonio, il servizio da ministrante insegna che un’autentica unione deve sempre includere la disponibilità al servizio reciproco e alla gratuità».             Giovanni Paolo II

 

– chierichettibook  Convegno ministranti_volantino_2014