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Casolate

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Il nome porta il significato di casolare o anche di un gruppo di case formanti un paese. Nel 1940 aveva cira 250 abitanti oggi pochissimi. Anno 900. Si ha una testimonianza in un documento riguardante uno scambio di beni tra il monastero di Lodi e quello di Nonantola, sono citati Giseperto e Ambrosiano ‚ de vico Casolatelo.

 

CASOLATE: al 30/9/2006 – Abitanti: 15 – Famiglie: 9 – Patrono San Pietro apostolo.

STORIA

23 ottobre 1147. In un atto concernente la proprietà di un bosco presso l’Adda, detto Gera o Addella, viene citato Bonushomo de Casolate come testimone a favore del vescovo di Lodi contro i contadini di Cervignano per la proprietà di un bosco vicino all’Adda, detto Gerra o Addella.

Anno 1148. Il vescovo Lanfranco concede in affitto ad Alberto Prandoni di Casolate e ad Amico de Mignado (cioè Mignete) una cava di ghiaia in località Addella.

Anno 1156. Lo stesso vescovo alla presenza di un prete, Grazia Dei, di Guifredo e del prete Rolando di Casolai, rinnova l’affitto del bosco dell’Addella.

Anno 1239. Tra Casolate e Bisnate si accampa l’esercito di Federico II contro i milanesi, con grande scapito del paese.

Anno 1261. La chiesa di Casolate devette pagare al legato pontificio Guala cinque soldi imperiali per la guerra contro Manfredi in Sicilia, erano molti soldi in confronto a quanto pagato da altre chiese e da ciò si può capire la sua importanza.

Anno 1488. Francesco Sforza stabilisce a Casolate il suo quartier generale nella guerra contro la Repubblica di Venezia.

Anno 1609. Casolate é ancora feudo della famiglia de’ Cani di Bisnate.

Anno 1650. Casolate diventa feudo dei conti Melzi Malingegni fino al 1782.

Anno 1757. Nasce a Casolate Francesco Fiazza (1757-1829),da una famiglia di lavoratori del latte, diventa sacerdote e dopo il suo insegnamento per 10 anni in seminario come professore, nel 1791 divenne parroco di S. Zenone al Lambro; ove morì l’8 maggio 1829. Questo sacerdote a Casolate, suo paese natale, fondò l’ordine delle religiose Domenicane del Santo Rosario diffusosi poi anche a Zelo, Comazzo e Lavagna) un istituto per fanciulle al fine di insegnar loro a leggere, scrivere e far di conto.

Anno 1831. Viene costruito il Convitto-scuola femminile di San Domenico.

Casolate. 
in dialetto: Casulà; da casa, casolare, gruppo di case antiche fatte di terra creta e di paglia ai tempi dei franchi.

Soprannome: Beretta cocia de Casulà.

I Feudatari. 1650 il feudo ai conti Melzi-Malingegni fino al 1782

La Laudiade; Bisnate – 189: … dappresso di case or popolato, Casolano (per Casolate), Tu vedi, c’ebbe un dì sola una casa, e i pastor dalle lane ivi ammucchiate. Casalana la dissero…….

La Taglia – anno 1261: imposta per sovvenzionare la guerra, chiesa di Casolate: 5 soldi imperiali.

 

 

Casolate sec. XVI – 1757

Attestato come “vicus” dal’ XII secolo (CDL I), Casolate doveva avere assunto un certo rilievo nel sec. XIII, in quanto la sua chiesa risulta tra gli enti maggiormente tassati in occasione della decima papale del 1261 (Agnelli 1917 a).

In età spagnola, quando il Contado lodigiano fu suddiviso nei Vescovati Superiore, di Mezzo, Inferiore di strada Cremonese e Inferiore di Strada Piacentina, il comune apparteneva al Vescovato Superiore (Tassa dei Cavalli), al quale risulta ascritto anche nella successiva documentazione a carattere amministrativo (Compartimento Ducato di Milano, 1751; Indice pievi Stato di Milano, 1753).
Nel 1650 risulta infeudato ai Melzi (Agnelli 1917 a) ma alla metà del Settecento, rispondendo all’inchiesta disposta dalla Regia Giunta per il censimento, il cancelliere della comunità rispondeva che Casolate era sottoposto alla giurisdizione del podestà di Lodi, al cui banco prestava giuramento il console. Costituito da 115 anime circa, alla metà del Settecento Casolate non aveva un consiglio: in caso di necessità, gli affari della comunità erano discussi dai maggiori estimai e dagli interessati del comune, convocati sulla piazza. Unici officiali del comune erano il deputato, il console e il cancelliere. Il deputato era scelto ogni anno tra gli estimati, a rotazione, a cominciare dal maggior estimato. Il cancelliere era residente presso la comunità, riceveva un salario annuo di ventidue lire ed era tenuto a curare la ripartizione delle taglie e a “tener nota di ciò che occorre in detto comune”. Non esistendo un archivio pubblico, infine, era anche il responsabile della tenuta del “libro de riparti”. L’esattore era eletto ogni tre anni, previa pubblicazione delle cedole e convocazione in piazza della popolazione per l’approvazione. Però “quando non piace detto esattore o suoi capitoli, o per la gravezza di suo salario, il deputato ad istanza della medesima comunità espone diverse cedole alla città di Lodi e terre, et il giorno destinato alla deliberazione si delibera a chi fa miglior oblazione “(Risposte ai 45 quesiti, cart. 3045).
Secondo l’Agnelli, invece, la comunità fu infeudata ai Melzi fino alla soppressione del 1782 (Agnelli 1917 a)
Nella seconda metà del Settecento, la suddivisione in Città e Contado venne meno in seguito all’applicazione della riforma teresiana: i Vescovati vennero suddivisi in 24 Delegazioni, ognuna delle quali composta da un numero variabile di comunità: in seguito a tale riassetto, dunque, Casolate entrò a fare parte della II Delegazione (editto 10 giugno 1757).

Alla riorganizzazione del territorio non se ne affiancò una istituzionale; in linea di massima (con poche eccezioni), l’organizzazione politico – istituzionale delle singole comunità restò invariata. Quindi mantennero le tradizionali funzioni (naturalmente dove presenti) i convocati generali degli estimati, i deputati e i sindaci.

 

La riforma stabilita nel 1757 restò in vigore sino al 1786, quando il governo austriaco decretò una nuova riorganizzazione dello Stato che prevedeva la sudivisione del territorio in otto province (Milano, Mantova, Pavia, Cremona, Lodi, Como, Bozzolo e Gallarate): ancora compresa nella II Delegazione, Vescovato Superiore,il comune di Casolate entrò a far parte della provincia di Lodi (editto 26 settembre 1786 c).

 

Secondo la legge dell’ 1 maggio 1798 di organizzazione del dipartimento dell’Adda, il comune di Casolate faceva parte del distretto di Melzo (legge 12 fiorile anno VI a). L’assetto politico – amministrativo stabilito con tale la legge, però, venne superato poco dopo.

Il 26 settembre 1798 venne emanata la legge di organizzazione di diversi dipartimenti della Repubblica, tra i quali quelli relativi ai comuni del Lodigiano: il dipartimento dell’Alto Po e quello dell’Olona (legge 5 vendemmiale anno VII). Casolate venne incluso nel distretto VII del dipartimento dell’Alto Po.
Dopo i rovesci del 1799 e l’effimera restaurazione austriaca, il 13 maggio 1801 venne ripristinato il dipartimento dell’Alto Po (legge 23 fiorile anno IX), suddiviso in soli quattro distretti (Cremona, Lodi, Crema e Casalmaggiore). Il comune divenne parte del III distretto, con capoluogo Lodi.
Secondo la compartimentazione relativa all’organizzazione del territorio del Regno d’Italia in dipartimenti, distretti, cantoni e comuni (decreto 8 giugno 1805), il comune era compreso nel distretto III di Lodi, Cantone II di Paullo. Era inoltre un comune di III classe e contava 145 abitanti.

Nel 1809 venne introdotta una nuova organizzazione territoriale che prevedeva l’aggregazione di più comuni in un unico comune denominativo; il comune risulta così aggregato a quello di Zelo Buon Persico (decreto 4 novembre 1809 c).

 

In seguito all’unione temporanea delle province lombarde al regno di Sardegna, in base al compartimento territoriale stabilito con la legge 23 ottobre 1859, il comune di Casolate con 196 abitanti, retto da un consiglio di quindici membri e da una giunta di due membri, fu incluso nel mandamento III di Paullo, circondario II di Lodi, provincia di Milano. Alla costituzione nel 1861 del Regno d’Italia, il comune aveva una popolazione residente di 207 abitanti (Censimento 1861). In base alla legge sull’ordinamento comunale del 1865 il comune veniva amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio. Nel 1867 il comune risultava incluso nello stesso mandamento, circondario e provincia (Circoscrizione amministrativa 1867). Nel 1869 il comune di Casolate venne aggregato al comune di Zelo Buon Persico (R.D. 29 gennaio 1869, n. 4865).

 

Parrocchia della diocesi di Lodi.

La prima attestazione di un insediamento religioso a Casolate risale al secolo XIII, quando la chiesa di Casolate fu tra le istituzioni ecclesiastiche lodigiane tassate dal papato nella “talia” del 1261, dove figurava sottoposta alla giurisdizione della pieve di Galgagnano (CDLaudense 1879-1885, II, 354). Nel 1584 la chiesa di San Pietro di Casolate fu censita come parrocchia nel riordinamento della struttura territoriale ecclesiastica del Lodigiano seguita al Concilio di Trento (Chiese parrocchiali di Lodi 1584). La parrocchia di Casolate nel 1619 era compresa nel vicariato di Paullo ed era officiata da un rettore; vi erano state istituite le confraternite del Santissimo Sacramento e della Dottrina Cristiana; la parrocchia contava 105 anime (Descriptio 1619). Nel 1690 contava 128 anime ed era passata nel vicariato di Vaiano (Descriptio 1690). Secondo la nota specifica delle esenzioni prediali a favore delle parrocchie dello Stato di Milano, la parrocchia di Casolate possedeva fondi per pertiche 138.3; il numero delle anime, conteggiato tra Pasqua del 1779 e quella del 1780, era di 156 (Nota parrocchie Stato di Milano, 1781). Nel 1786 Casolate era compresa nel vicariato di Paullo; il diritto di nomina dell’arciprete spettava al vescovo; la parrocchia contava 159 anime (Parrocchie 1786). La parrocchia nel 1859 era passata al vicariato di Zelo Buon Persico; il numero delle anime ammontava a 228 (Stato del clero 1859). Nel 1910 contava 140 anime ed era compresa nel vicariato di Zelo Buon Persico (Parrocchie 1910). La parrocchia di San Pietro di Casolate fu soppressa e accorpata alla parrocchia di Sant’Andrea apostolo di Zelo Buon Persico con decreto del vescovo Paolo Magnani del 4 luglio 1986 (decreto 4 luglio 1986 f).

Casolate

FESTE e LAVORI a CASOLATE

LAVORI A CASOLATE Sono ormai entrati nel vivo i lavori per il rifacimento del tetto della Chiesa di Casolate. Più che un articolo voglio solo documentare alcuni passaggi che al termine dei lavori saranno poi meglio spiegati dall’architetto Giò Gozzi che ha curato la progettazione. Devo dire che ci è andata bene che durante l’inverno non è nevicato altrimenti le… Continue Reading