Oratorio

TI ASPETTIAMO IN 

scritta oratorio

GRAZIE: Anche l’Oratorio di Zelo B. P. è cardioprotetto

«Speriamo non debba mai essere usato, ma è bene che l’oratorio ne sia dotato»

Oratorio Zelo

L’ Oratorio è…  

GIOCO
In oratorio il gioco c’è da sempre, un gioco intelligente, popolare, divertente, spettacolare, adatto a tutti dai bambini ai giovani e sempre con un occhio alla formazione di animi sereni.

FESTA
La festa è nata in oratorio, e oggi nel nostro oratorio la festa si trasforma, diventa più creativa, più partecipata, più divertente… più fatta per imparare a creare la festa.

CATECHESI
L’attività formativa religiosa è svolta dall’oratorio, per garantire a tutti i ragazzi un’esperienza vera di fede. Un grande sforzo che richiede competenza e dedizione.

STARE INSIEME
Fare oratorio significa avere esperienze comuni, capaci di legare fra loro ragazzi e giovani. L’oratorio è anche un ambiente in cui ritrovare un punto per i giovani; è fare strutture da usare per stare insieme.

…viverci  

IMPEGNO
Per i giovani che partecipano alla vita di oratorio si offre la possibilità di impegnarsi direttamente e rendersi veri protagonisti di qualcosa che essi costruiscono. L’oratorio è fondato sull’impegno perché si fonda sul volontariato..… e non solo dei giovani.

CRESCERE
L’oratorio è un ambiente che aiuta tutti a crescere perché abitua a stare insieme, perché si fonda su un progetto educativo che cerca di perseguire nel modo più vivace e colorito possibile….. All’oratorio si entra da piccoli e si esce cresciuti in tutti i sensi.

SPORT
L’oratorio è tra le poche istituzioni che permette di fare sport senza cadere nella logica della competizione, chi fa sport in oratorio lo fa non per vincere ad ogni costo, ma per partecipare ad ogni costo.

SOLIDARIETA’
Ma l’oratorio è anche luogo e palestra di solidarietà, sempre più attento alle esigenze e ai bisogni sociali in un’ottica schiettamente cristiana; agire per fare fronte alle necessità, denunciare alibi e negligenze e situazioni inaccettabili, analisi sociali e disponibilità verso le istituzioni.

AMICIZIA
Lo “stile” di vita oratoriano è l’amicizia; un’amicizia che nasce da idee vissute profondamente, da un servizio svolto insieme, da un ambiente nel quale si crea serenamente, anche nei momenti difficili,

PREGHIERA
All’oratorio si impara a pregare, a sentire Dio come un amico; i don, le suore, i seminaristi, gli animatori e i catechisti tutti, a loro modo introducono la dimensione religiosa nella vita dei ragazzi e dei giovani.

ESTATE
Centri ricreativi estivi “fantastici”; grest, campi scuola, sagra, concerti; l’oratorio vive l’estate e l’estate vive in oratorio.

All’Oratorio c’è posto per tutti.

L’oratorio è il cuore giovane della parrocchia, rappresenta una piccola don bosco e quiscuola di vita aperta a tutti, ma pensata in particolare per bambini, ragazzi giovani e famiglie.
L’oratorio è la più bella “palestra” dove si fa esperienza viva di Gesù presente tra persone che si amano. Gesù non solo non toglie nulla alle normali amicizie, ma le rende speciali, vere ed uniche.
In oratorio tutti quelli che entrano vengono chiamati per nome. Si respira aria di famiglia. Ognuno ha il suo ruolo. L’Oratorio è una scuola di vita per i più piccoli come per i più grandi; è un luogo di incontro, di svago, ma anche di impegno e di comunione.

L’Oratorio ha bisogno anche di te! Vieni con noi e scopri come puoi dare una mano affinché l’oratorio sia sempre più luogo di crescita umana e cristiana per i nostri ragazzi…nL’Oratorio respira come noi e il suo battito del cuore continuerà finché noi, con la nostra partecipazione lo permetteremo. Diceva papa Paolo VI: “Amate, amate molto il vostro oratorio. Davvero vorrei che ciascuno di voi sentisse un affetto, una simpatia, un vincolo, quello che si chiama l’Amore per questa istituzione”.

La nostra ambizione è quella di creare uno spazio che non solo risponda alle esigenze pastorali attuali, ma anche e soprattutto ci consenta di immaginare il futuro, dotandolo dei mezzi strutturali per poter essere ancora per molto tempo una risposta adeguata della comunità cristiana ai bisogni e ai sogni delle giovani generazioni.

 ” L’oratorio è casa che accoglie, parrocchia che evangelizza,
scuola che avvia alla vita, cortile per incontrarsi in allegria…”

InformazioniOratorio

NUOVO PROGETTO EDUCATIVO
Da Settembre 2015 l’oratorio di Zelo Buon Persico ha una figura educativa in più.
Sarà presente in oratorio nei pomeriggi lungo la settimana per osservare ed intrattenere con varie attività (tornei di ping pong, biliardino, laboratori di pittura, cucina, pasta di sale…..) i bambini che affollano gli spazi dell’oratorio. Per chiedere maggiori informazioni o per un semplice confronto,
Sarà disponibile in oratorio:
Martedì, Mercoledì e Giovedì dalle ore 16,30 alle ore 17,30
Venerdì dalle ore 16,30 alle ore 18,30
UN NUOVO PROGETTO PASTORALE! UNA NUOVA TAPPA DI VITA.
Oratorio: casa che accoglie e porta sempre aperta, qualche regola per vivere insieme
 PRESENTATO IL NUOVO REGOLAMENTO ORATORIO 2014 
L’educazione è frutto del rapporto tra le persone. La persona è il nucleo fondamentale dell’Oratorio; a formarlo sono innanzitutto le persone. Il primo oratorio di S. Giovani Bosco era essenzialmente questo: le persone, che si educavano a vicenda (perché anche gli educatori vengono educati da coloro che essi educano) e,  al massimo, un cortile ove darsi appuntamento per imparare insieme a crescere e a guardare il futuro: il “cortile dei sogni”.
In quanto è espressione di una comunità cristiana consapevole della sua vocazione missionaria, l’Oratorio riconosce la possibilità di una appartenenza diversificata: esso non ha preclusioni nei confronti di nessuno e non pone come condizione l’essere credenti o disponibili, comunque, ad una proposta di fede.
Le strutture oratoriane sono anche luogo di incontro per la comunità adulta e per tutti coloro che vogliono usufruirne nel rispetto di valori e regole. Le norme che seguiranno hanno pertanto lo scopo di regolamentare la gestione, il funzionamento e l’utilizzo delle strutture e degli spazi dell’oratorio San Giovanni Bosco di Zelo Buon Persico, secondo lo spirito ecclesiale che lo caratterizza.

L'oratorio si ferma

Regolamento Oratorio:Oratorio Zelo

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———————– NORME DI COMPORTAMENTO ———————– 

Nell’oratorio è tassativamente proibito:

1. Bestemmiare;

2. Usare sostanze stupefacenti di qualunque tipo (spinelli, pasticche, etc.);

3. Avere comportamenti comunque contrari alla morale (= intrattenersi in intimità) e alla dignità personale (=vestire in maniera sconveniente o non decente);

4. Sporcare l’ambiente con rifiuti, cartacce, o bottiglie;

5. Gridare, schiamazzare ed usare un linguaggio volgare (= parolacce);

6. Mancare di rispetto verso chicchessia;

7. Litigare o scendere alle mani con altri ragazzi.

Chiunque venga a conoscenza di comportamenti che trasgrediscono le suddette norme, è tenuto a darne immediata comunicazione al responsabile del giorno o ai sacerdoti. Qualora si verifichino trasgressioni a queste norme senza che se ne individui il responsabile, la struttura oratoriale verrà chiusa fino a quando si riterrà opportuno da parte dei sacerdoti, sentito il responsabile generale.

SANZIONI. A chi trasgredisce le norme di comportamento dell’oratorio, sarà applicata, normalmente, la sanzione dell’allontanamento immediato dal medesimo. Se il trasgressore prosegue nel violare queste norme, non gli sarà più consentito l’accesso all’oratorio, in considerazione della finalità educativa del medesimo e del fatto che esso si trova nella immediata vicinanza con la casa e l’ufficio parrocchiale nonché con la Chiesa, che sono luoghi sacri in cui non sono tollerabili comportamenti incompatibili almeno con la buona educazione ed il decoro.

 

oratorio

 Natura

L’Oratorio nasce dalla comunità parrocchiale come strumento e metodo per la formazione umana e cristiana delle giovani generazioni.

 

 Obiettivi

Le proposte dell’Oratorio intendono promuovere la persona, con un’attenzione alle sue esigenze e possibilità.

Finalità

Le molteplici attività dell’Oratorio hanno come scopo di educare il giovane secondo l’antropologia del Vangelo, avendo come modello la figura di Gesù Cristo.

PROGETTO EDUCATIVO ORATORIO

Premessa:

L’Oratorio nasce dalla Comunità Parrocchiale come strumento e metodo per la formazione umana e cristiana delle giovani generazioni, esso “è, infatti, lo strumento educativo della parrocchia, il luogo della missione della parrocchia per i ragazzi, gli adolescenti e i giovani». (C.M. Martini)

In quanto radicato nella Comunità, è uno dei modi in cui la Parrocchia esprime la propria sollecitudine nei confronti degli individui e dei gruppi in fase formativa.L’Oratorio deve condurre, dunque, alla Comunità Parrocchiale, non si tratta di realizzare un’isola autonoma nella parrocchia, ma di aiutare i più giovani ad entrare nella vita parrocchiale ordinaria. Ogni attività dell’Oratorio va considerata in questa prospettiva.

 “DUC IN ALTUM”  “prendere il largo”pentola-small-2

1. Dire Oratorio significa dire riferimento a una comunità cristiana che sceglie di INVESTIRE SULLE GIOVANI GENERAZIONI.
Il motivo?
Affinché le nuove generazioni possano giungere all’incontro con Cristo!
Questa sollecitudine si traduce in una volontà educativa: la comunità parrocchiale, che genera alla fede i suoi figli mediante il Battesimo, è investita anche del compito di educare. Da sempre nella tradizione bresciana l’Oratorio è il luogo in cui tale azione prende vita.
Nel Progetto Educativo degli Oratori della diocesi di Brescia, così si legge: “L’Oratorio è una comunità che educa, educa alla integrazione fede e vita”.
Il non aver chiaro l’obiettivo porta al non senso dell’azione che man mano si va svolgendo.
L’Oratorio, prima di essere luogo di aggregazione, è
PROPOSTA cristiana;
PROGETTO che ha come obiettivo l’educare secondo lo stile evangelico;
MENTALITA’ ecclesiale.

2. All’Oratorio stanno a cuore i giovani e i loro problemi, così come le difficoltà che i singoli genitori vivono con i propri figli man mano questi crescono e cercano propri spazi e autonomia. Tuttavia è consapevole che nessuno può sostituirsi ad altri nell’assunzione delle proprie responsabilità.
L’Oratorio si propone come possibile compagno di viaggio. Un compagno di viaggio rispettoso, cosciente che il rispetto massimo della libertà del singolo individuo è sempre  benevolenza anche nei confronti di coloro che sbagliano.
All’Oratorio spetta il compito di affiancare le giovani generazioni offrendo quegli strumenti che possono generare consapevolezza che libertà è responsabilità, nei confronti di se stessi e degli altri, è capacità di fare il bene. Sempre e comunque.
L’interrogativo da porsi non è allora se l’Oratorio sta risolvendo i problemi delle giovani generazioni di Travagliato, ma se l’Oratorio sta offrendo oppure no questi strumenti.
La sfida sta soprattutto nelle RELAZIONE EDUCATIVA, non nelle molteplici attività che si possono fare a favore delle giovani generazioni.
E perché possa essere capacità di vera relazione educativa, l’Oratorio si riconosce come possibile interlocutore di cooperazioni significative con altre agenzie educative presenti sul territorio. In modo particolare l’Oratorio intende proporsi come soggetto in dialogo con le famiglie.

3. Il bisogno di aggregazione di ciascuno trova nell’Oratorio un luogo adatto a vivere l’esperienza dello star bene insieme.
Va tenuto presente un rischio dal quale ci mette in guardia il Progetto Educativo diocesano: “L’ Oratorio deve evitare la tentazione di impostare la sua pastorale come ricerca di un maggior numero di ragazzi da rubare ad altri enti”.
Il servizio di aggregazione che l’Oratorio svolge non è per accalappiare bambini, ragazzi, adolescenti e giovani IN VISTA della loro formazione…Sarebbe essere disonesti nei loro confronti!
Come Oratorio siamo chiamati a metterci in gioco avendo sempre davanti agli occhi la consapevolezza che quella dell’Oratorio è una PROPOSTA EDUCATIVA ECCLESIALE.
L’aggregazione, nelle più diverse modalità, è mezzo attraverso il quale poter interloquire con il variegato mondo giovanile.
4. L’azione dell’Oratorio è azione di Chiesa.
Ed è una azione che richiede oggi PASSIONE e COMPETENZA EDUCATIVA.
Educatori non si nasce e tanto meno ci si improvvisa!
DI PIU’! Sta bene la competenza educativa, ma l’educatore in Oratorio o è TESTIMONE o non è educatore completo.
E il testimone non dice di riporto quello che altri hanno detto su Gesù Cristo, ma lo dice per esperienza personale, lo comunica per conoscenza diretta, lo racconta con la sua vita.
Coloro che scelgono di vivere un servizio all’interno dell’Oratorio “non devono ispirarsi alle ideologie del miglioramento del mondo, ma farsi guidare dalla fede che nell’amore diventa operante (cfr Gal 5, 6). Devono essere quindi persone mosse innanzitutto dall’amore di Cristo, persone il cui cuore Cristo ha conquistato con il suo amore, risvegliandovi l’amore per il prossimo” (Deus caritas est). Persone umili, disposte a collaborare con altri, a lasciarsi guidare senza voler primeggiare.
A volte l’eccesso del bisogno e i limiti del proprio operare possono esporre alla tentazione dello scoraggiamento. Proprio allora sarà d’aiuto il sapere che, in definitiva, non si è che strumenti nelle mani del Signore.
Ci si libererà così dalla presunzione di dover realizzare, in prima persona e da soli, il necessario miglioramento del mondo. In umiltà si farà quello che è possibile fare e in umiltà si affiderà il resto al Signore. E’ Dio che ha saldo il mondo nelle sue mani, non noi.
5. L’educare le giovani generazioni alla fede mette necessariamente in campo il concetto di una COMUNITA’ EDUCATIVA: delle persone che pur ricoprendo ruoli diversi sono consapevoli dell’identico obiettivo… la COMUNIONE!
L’impegno di tutti non può che essere in vista del COSTRUIRE COMUNITA’.
Va ripetuto con forza che la fedeltà all’obiettivo è anche STRUMENTO DI COMUNICAZIONE dell’obiettivo stesso.
Io comunico quello che sono!
Una comunità cristiana, la comunità educativa dell’Oratorio, testimonia il valore della comunione attraverso il concreto, quotidiano VOLERSI BENE. Un volersi bene che è fatto di stima e simpatia reciproca, di sguardo positivo, di benevolenza, di una pazienza nell’operare che non viene meno nel bene neanche di fronte all’apparente insuccesso.
Il cristiano è mosso dalla consapevolezza che l’amore è possibile e che è in grado di praticarlo perchè creato ad immagine di Dio.
6. La SCOMMESSA educativa che ci sta di fronte è il ritenere possibile che l’Oratorio è un ambiente bello e affascinante perché propone l’incontro con Gesù, colui che solo può rendere la vita sempre nuova, sempre giovane. Un ambiente diverso rispetto ad altri ambienti perché ha Qualcuno che altri non hanno. Un ambiente cristiano, dove la differenza diventa ricchezza e non paura, ostacolo o problema.
Ciascuna persona, ciascun gruppo, ciascuna realtà che vive all’interno dell’Oratorio è chiamata a confrontarsi e a misurarsi non certamente sul discutibile, sull’opinabile, sulle concrete scelte operative che possono anche peccare di imperfezione, ma sulle motivazioni di fondo che spingono ad agire, sui valori che fondano la nostra identità profonda.

L’obiettivo comune, cioè lo spenderci per la realizzazione di questo, vuole semplicemente portarci a prendere il largo insieme. Un tentativo che necessariamente e seriamente esige delle verifiche, di gruppo e come comunità educativa,  affinché la tensione ideale che sprona tutta l’attività pastorale del nostro Oratorio possa essere sempre alta, mai venir meno.

Oratorio Zelo Buon PersicoOratorio-casa

 L’oratorio si è sempre dotato di varie figure, adulti e giovani, impegnati a prendersi cura dei più piccoli, assicurando attenzione, proposte, progetti e cercando di costruire quell’accoglienza che in una comunità si dovrebbe riservare a chi sta crescendo. Si è andato così strutturando quello spazio umano che si definisce oratorio, coordinato dalla presenza del prete assistente, a servizio dei percorsi di iniziazione cristiana, animato in tantissimi casi dalla proposta sportiva e da altre attività, sempre legato a doppio filo con precisi volti di uomini e di donne disponibili a servire con la loro stessa vita e la loro gratuita determinazione.

Gli educatori dell’oratorio
L’oratorio non può essere considerato solo come una struttura logistica o uno spazio aperto. È e deve sempre più essere un ambiente educativo, abitato da figure che nel farsi carico delle esigenze delle nuove generazioni e delle speranze della Chiesa su di loro, vivono il proprio lavoro – ad ogni livello – come mandato ecclesiale, educativo, spirituale, umano. Questo accadrà se l’oratorio verrà considerato non come l’ambiente appaltato al prete della pastorale giovanile, ma come luogo in cui far operare e crescere un gruppo di giovani e adulti disponibili ad accompagnare l’assistente ed incarnare, con il proprio stile e la propria umanità, con relazioni serene ed accoglienti, la proposta dell’oratorio. Nasce così la permanente esigenza di figure educative sempre più autentiche e di un loro lavoro di rete per poter esprimere un vero e proprio patto educativo: non una delega a qualcuno, ma una assunzione di responsabilità condivisa tra comunità cristiana, famiglie, educatori, capace anche di non esaurirsi dentro gli ambienti ecclesiali, ma aperto a dialogare con il territorio, le altre agenzie educative, gli ambienti di vita giovanili non ecclesiali (scuola, volontariato, tempo libero, associazionismo, sport, interessi personali, mondo del lavoro).
Gli educatori dell’oratorio non si possono improvvisare, ma sono il frutto di un appassionato e progressivo lavoro di accompagnamento, condivisione e confronto formativo, che dura spesso molti anni. Nessun educatore potrà essere lasciato ad un lavoro autoreferenziale. Al contrario gli verrà chiesto periodicamente l’umiltà del confronto e della formazione, insieme alle altre figure educative, perché si rafforzi davvero la condivisione. Agli educatori dell’oratorio andrà prospettato un sereno ed avvincente cammino di consolidamento e sviluppo di alcune attitudini e virtù tipicamente cristiane: –la propria risposta personale al Signore, segno della disponibilità a coltivare il seme evangelico ricevuto; –la familiarità con i doni che qualificano il cammino di fede cristiano: l’Eucaristia (specie nell’esperienza comunitaria del Giorno del Signore), l’interiorizzazione della preghiera e dell’ascolto della Parola di Dio, la celebrazione del sacramento della riconciliazione; –il senso ecclesiale, ovvero la partecipazione alla vita concreta della comunità, dentro un respiro di Chiesa che non si esaurisce in chiusi localismi; –la capacità di dialogo e di condivisione, espressione di una concezione dell’educare come opera creativa dello Spirito dentro la corresponsabilità di più soggetti; espressione inoltre di un servizio sereno e animato dalla speranza; –la fraternità cristiana, animata dalla pazienza, dal coraggio e dal perdono.
L’oratorio scelga come metodo educativo quello della relazione, dell’incontro, della presenza di adulti e giovani che si facciano carico della proposta cristiana ai più piccoli. La scelta pedagogica della coeducazione venga ritenuta ancora attuale, pur nell’intelligente uso di strumenti, momenti e figure che sappiano valorizzare le caratteristiche al maschile ed al femminile dei ragazzi e dei giovani: una serena crescita negli affetti e l’educazione alla vera libertà e capacità di amare siano alla base di ogni attenzione educativa oratoriana.
L’oratorio e la parrocchia riconoscano primario e permanente il compito della formazione e dell’accompagnamento attraverso persone sinceramente discepole di Gesù, aperte al senso della Chiesa e all’educare con passione, gratuità ed intelligenza. L’oratorio promuova percorsi sistematici di formazione, verifica ed accompagnamento non solo dei singoli educatori, ma anche del gruppo educatori, perché ci si riconosca uniti nelle diverse ministerialità ed impegnati nella globalità dell’educare.

L’alleanza con le famiglie  

L’oratorio – come la più complessiva pastorale generale – ha bisogno della famiglia, considerata non solo come luogo di provenienza dei ragazzi, degli adolescenti e dei giovani, ma soprattutto come interlocutore privilegiato e come alleato educativo. Questo perché la proposta oratoriana non venga costruita sulla sabbia, ma sulla forza di una comune e condivisa responsabilità. Sempre più la famiglia è chiamata a farsi carico del fatto educativo, a tutti i livelli: pertanto essa troverà nell’oratorio non l’occasione per una facile ed indolore delega, ma un luogo di sapienza educativa con cui lavorare, per il bene umano e cristiano dei propri figli. La presenza delle famiglie in oratorio sia favorita con intelligenza, non secondo schemi forzosi, ma nel rispetto delle diverse età e della ricerca di progressiva autonomia dei giovanissimi e dei giovani.

Il rapporto con il territorio
Nell’attuale complessità non è possibile prescindere dal contesto sociale e territoriale in cui la Chiesa è chiamata a vivere e testimoniare la propria speranza. Soprattutto il campo educativo richiede un sempre più chiaro e convinto lavoro di sinergia tra diversi soggetti, non solo ecclesiali: il confronto franco e sereno e la collaborazione con le espressioni della società civile, le istituzioni, la scuola, il volontariato diventano oggi tappa obbligata anche per la realtà oratoriana, nel rispetto delle specifiche finalità e competenze. Il contesto culturale, umano, civile in cui la comunità cristiana vive, non costituisce un oltre invalicabile o indifferente, ma quell’unica realtà storica in cui le famiglie, i giovani, le nuove generazioni sono chiamate a crescere. La parrocchia e l’oratorio dialoghino il più possibile con le istituzioni, le realtà aggregative e le agenzie educative del territorio; partecipino – a tutti i livelli possibili – al confronto, alla collaborazione e alla verifica, nella propria titolarità, con spirito di chiarezza e di servizio.

 —– “Il grande fratello sbarca nell’Oratorio di Zelo B. P.”. —– 
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Le telecamere sono state installate e controlleranno alcuni punti ‘nevralgici’ dell’oratorio. In particolare ad esempio verranno monitorati il cortile, il parcheggio delle biciclette, il bar dell’oratorio, la zona dell’antibagno, in totale verranno controllati molti punti ‘sensibili dell’oratorio. 

Dove non arriva il catechismo, ci penseranno le telecamere. Succede all’ oratorio di Zelo Buon Persico. Poco sopra l’ ingresso, c’ è la classica «scatoletta bianca» e l’ occhio di una videocamera, pronto a filmare l’ arrivo di malintenzionati. Le Telecamere? Certo, sarebbe meglio non averne, se però possono migliorare la vita dell’ oratorio non ci si deve impuntare. Sono comunque l’ estrema ratio di una situazione non più gestibile negli orari di chiusura, soprattutto notturni.

Questo sistema sarà un ulteriore deterrente a eventuali malintenzionati, ormai si sente in giro di furti continui e questo può servire a evitarli.

 

Ecco, questo è l’oratorio di S. Giovanni Bosco di Zelo Buon Persico… ricordandoci sempre che le strutture sono solo un contenitore, al quale solo la presenza delle persone dà significato.

 

Segreteria

L’oratorio non è un parco pubblico,
ma un ambiente di formazione e crescita umana e cristiana:
chi lo frequenta non può limitarsi allo sport, al gioco e al divertimento ma deve
condividerne i valori, accettarne e rispettarne le regole.
Dobbiamo impegnarci tutti per rispettare e far rispettare l’ambiente in cui viviamo.
Chiunque frequenti l’oratorio è chiamato ad essere educatore di chi gli sta intorno!

SEGRETERIA

RESPONSABILE: x xRECAPITO TELEFONICO: x

ORARI: tutti i pomeriggi di MARTEDI e VENERDÌ dalle ore 15.30 alle ore 16.30.
(nel periodo delle iscrizioni al catechismo e al grest ci saranno altri orari)

In segreteria è possibile avere informazioni e recuperare i moduli per le iscrizioni al catechismo, al grest, ai campi ed alle attività per i ragazzi e le famiglie.

La modulistica è scaricabile anche dalla home page di questo sito alla voce “MODULISTICA”.